DAILY NEWS

02/08/2016

O dei ricordi da viaggio sul corpo (lungo come un capitolo di romanzo, leggetelo solo se avete un momento di calma eh...)

In estate ma sopratutto in vacanza i tic e le piccole nevrosi si accentuano e delineano meglio i loro confini.
Forse è tutto questo tempo a disposizione che porta alla luce piccoli pensieri che nella vita normale scorrono senza essere visti.
Oppure semplicemente una lucidità data dal sole che illumina giornate ed intuizioni.
Sta di fatto che le notti sono popolate di sogni immaginifici e le giornate di piccole consapevolezze che emergono come bolle dal magma della nostra mente.
Oggi mi sono soffermata ad analizzare un nevro-giochino che faccio da sempre...
Premetto che quando viaggio mi piace molto comprare e a parte i miei amati R&R tutto il resto con cui mi vesto lo compro sempre e solo in giro.
Perché per me l'acquisto non è più bisogno (il mio armadio è stracolmo) ma innamoramento istantaneo.
E l'innamoramento si sa, colpisce all'improvviso e nei posti più impensati.
E così ho comprato un pettine di plastica rosa molto Bollywood Style in una bancarella a Jaipur in mezzo al traffico impazzito.
Un paio di occhiali deliranti e decisamente eccentrici con fenicottero sul lato, in una mattina di corsa a New York.
Un Kimono vintage bellissimo, di cui mi sono innamorata perdutamente e all'istante a Kyoto di fianco ad un tempio.
Ma anche più semplicemente un paio di sandali turchesi, bellissimi, a Sarzana mentre stavo facendo tutt'altro.
Compro ovunque.
Velocissima.
E più è difficile l'acquisto perché sto facendo altro e non il classico giro di shopping e più mi piace.
Compro con l'ardore delle grandi passioni.
Sì perché io mi devo innamorare ogni volta perdutamente di quello che faccio (perfino preparare una tavola eh)
Ogni gesto una piccola vita.
Dentro quel gesto la mia immaginazione scorre fervida ed immagina, costruisce, inventa personaggi e storie da romanzo.
Quindi compro perché con quel oggetto addosso, interpreto per me sola, un frammento di vita straordinaria.
Recito una parte per spettatore unico.
Quindi il mio armadio, i miei cassetti sono una mappa di piccole vite, di fugaci ed intensi innamoramenti costanti.
Di passioni che alimentano costantemente il fuoco di cui è fatta la mia vita.
Il giochino che faccio ogni tanto, come tic leggermente nevrotico ma divinamente appagante è quello di guardarmi dall'alto e partendo dai piedi, fare un elenco mentale, una mappatura estetica della provenienza degli oggetti che indosso, ricordandomi di ognuno di loro il luogo dove li ho comprati e le sensazioni che ho provato facendolo, del piccolo film che mi ero fatta nel preciso momento dell'acquisto innamorato.
Poi appagata, ad elenco compiuto, con il mio romanzo di viaggio appoggiato sul corpo, mi congratulo con me stessa per aver saputo riconoscere e coltivare quel piccolo momento d'amore che in un acquisto è per me gioco consapevole e bruciante passione.
Morale.
Sarà per questo che dietro ogni singolo capo di R&R c'è una storia da raccontare, un universo da scoprire e pezzi di mondo da portare addosso?
-continua-
(Nella foto io a cena sulla spiaggia qui a Patmos ieri sera con la mia R&R Black Medium Sottoveste, i sandali ricamati d'argento comprati a Delhi, la pochette afro plastificata trovata ad Ibiza e nei capelli (che non si vede) una head band tutta luccicante presa al volo a Londra mentre il negozio stava chiudendo, mai io dovevo assolutamente averla e ci sono riuscita...)



O dei ricordi da viaggio sul corpo (lungo come un capitolo di romanzo, leggetelo solo se avete un momento di calma eh...)

In estate ma sopratutto in vacanza i tic e le piccole nevrosi si accentuano e delineano meglio i loro confini.
Forse è tutto questo tempo a disposizione che porta alla luce piccoli pensieri che nella vita normale scorrono senza essere visti.
Oppure semplicemente una lucidità data dal sole che illumina giornate ed intuizioni.
Sta di fatto che le notti sono popolate di sogni immaginifici e le giornate di piccole consapevolezze che emergono come bolle dal magma della nostra mente.
Oggi mi sono soffermata ad analizzare un nevro-giochino che faccio da sempre...
Premetto che quando viaggio mi piace molto comprare e a parte i miei amati R&R tutto il resto con cui mi vesto lo compro sempre e solo in giro.
Perché per me l'acquisto non è più bisogno (il mio armadio è stracolmo) ma innamoramento istantaneo.
E l'innamoramento si sa, colpisce all'improvviso e nei posti più impensati.
E così ho comprato un pettine di plastica rosa molto Bollywood Style in una bancarella a Jaipur in mezzo al traffico impazzito.
Un paio di occhiali deliranti e decisamente eccentrici con fenicottero sul lato, in una mattina di corsa a New York.
Un Kimono vintage bellissimo, di cui mi sono innamorata perdutamente e all'istante a Kyoto di fianco ad un tempio.
Ma anche più semplicemente un paio di sandali turchesi, bellissimi, a Sarzana mentre stavo facendo tutt'altro.
Compro ovunque.
Velocissima.
E più è difficile l'acquisto perché sto facendo altro e non il classico giro di shopping e più mi piace.
Compro con l'ardore delle grandi passioni.
Sì perché io mi devo innamorare ogni volta perdutamente di quello che faccio (perfino preparare una tavola eh)
Ogni gesto una piccola vita.
Dentro quel gesto la mia immaginazione scorre fervida ed immagina, costruisce, inventa personaggi e storie da romanzo.
Quindi compro perché con quel oggetto addosso, interpreto per me sola, un frammento di vita straordinaria.
Recito una parte per spettatore unico.
Quindi il mio armadio, i miei cassetti sono una mappa di piccole vite, di fugaci ed intensi innamoramenti costanti.
Di passioni che alimentano costantemente il fuoco di cui è fatta la mia vita.
Il giochino che faccio ogni tanto, come tic leggermente nevrotico ma divinamente appagante è quello di guardarmi dall'alto e partendo dai piedi, fare un elenco mentale, una mappatura estetica della provenienza degli oggetti che indosso, ricordandomi di ognuno di loro il luogo dove li ho comprati e le sensazioni che ho provato facendolo, del piccolo film che mi ero fatta nel preciso momento dell'acquisto innamorato.
Poi appagata, ad elenco compiuto, con il mio romanzo di viaggio appoggiato sul corpo, mi congratulo con me stessa per aver saputo riconoscere e coltivare quel piccolo momento d'amore che in un acquisto è per me gioco consapevole e bruciante passione.
Morale.
Sarà per questo che dietro ogni singolo capo di R&R c'è una storia da raccontare, un universo da scoprire e pezzi di mondo da portare addosso?
-continua-
(Nella foto io a cena sulla spiaggia qui a Patmos ieri sera con la mia R&R Black Medium Sottoveste, i sandali ricamati d'argento comprati a Delhi, la pochette afro plastificata trovata ad Ibiza e nei capelli (che non si vede) una head band tutta luccicante presa al volo a Londra mentre il negozio stava chiudendo, mai io dovevo assolutamente averla e ci sono riuscita...)



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