DAILY NEWS

14/01/2017

Day 4 23,37 Calcutta

La mia prima volta qui.
Lo desideravo da tempo, da anni direi.
Calcutta è nel mio immaginario da sempre, ma anche da sempre ha abitato dentro le mie paure.
Perché è l'India più vera ma anche quella più dura.
L'India della povertà assoluta, di Madre Teresa, di un passato glorioso di Capitale dell'Impero.
Se l'India è il luogo dei contrasti, Calcutta ne è la sovrana.
Non ero sufficientemente preparata a tutta questa intensità, a questo girone infernale alternato a scorci di bellezza assoluta.
è l'India di 50 ma anche forse di 60, 70 anni fa.
Un brulicare impazzito e stordente tra fatiscenti e meravigliose case coloniali, vecchie insegne lampeggianti, palme e carretti pieni di cose.
E poi autobus dipinti di colori improbabili stipati di gente, carretti e risció, negozi, mercati, botteghine minuscole dipinte di rosa e muri scrostati ovunque e comunque.
Ed è solo il primo giorno.
Mi sembra di essere qui da 20 anni.
Il tempo in India si dilata e poi si strizza, cambia forma e connotati regalandoti giornate eterne, stipate di emozioni.
Domani è un altro giorno ed io vado a dormire felice di sapere che al mio risveglio avrò un'intera giornata tutta per me, per scoprire questa città, nel mio cuore da sempre e finalmente da vedere con i miei occhi, in una domenica indiana che sono certa varrà come 3 mesi della vita normale.
-continua-
(Nella foto le meraviglie assolute che ho trovato oggi, mai visti di così belli in tutti i miei viaggi, i Saree kantha il cui ricamo viene fatto a mano dalle donne del Golfo del Bengala, che per ricamarne uno ci mettono 8, 9 mesi.
Una storia meravigliosa tutta da raccontare, anche perché li ho comprati in una casa privata indiana, dove una donna illuminata ha creato un'associazione ong che aiuta le donne in difficoltà)



Day 4 23,37 Calcutta

La mia prima volta qui.
Lo desideravo da tempo, da anni direi.
Calcutta è nel mio immaginario da sempre, ma anche da sempre ha abitato dentro le mie paure.
Perché è l'India più vera ma anche quella più dura.
L'India della povertà assoluta, di Madre Teresa, di un passato glorioso di Capitale dell'Impero.
Se l'India è il luogo dei contrasti, Calcutta ne è la sovrana.
Non ero sufficientemente preparata a tutta questa intensità, a questo girone infernale alternato a scorci di bellezza assoluta.
è l'India di 50 ma anche forse di 60, 70 anni fa.
Un brulicare impazzito e stordente tra fatiscenti e meravigliose case coloniali, vecchie insegne lampeggianti, palme e carretti pieni di cose.
E poi autobus dipinti di colori improbabili stipati di gente, carretti e risció, negozi, mercati, botteghine minuscole dipinte di rosa e muri scrostati ovunque e comunque.
Ed è solo il primo giorno.
Mi sembra di essere qui da 20 anni.
Il tempo in India si dilata e poi si strizza, cambia forma e connotati regalandoti giornate eterne, stipate di emozioni.
Domani è un altro giorno ed io vado a dormire felice di sapere che al mio risveglio avrò un'intera giornata tutta per me, per scoprire questa città, nel mio cuore da sempre e finalmente da vedere con i miei occhi, in una domenica indiana che sono certa varrà come 3 mesi della vita normale.
-continua-
(Nella foto le meraviglie assolute che ho trovato oggi, mai visti di così belli in tutti i miei viaggi, i Saree kantha il cui ricamo viene fatto a mano dalle donne del Golfo del Bengala, che per ricamarne uno ci mettono 8, 9 mesi.
Una storia meravigliosa tutta da raccontare, anche perché li ho comprati in una casa privata indiana, dove una donna illuminata ha creato un'associazione ong che aiuta le donne in difficoltà)



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