DAILY NEWS

22/04/2017

capitolo 2

Che poi quella stanzetta minuscola a Londra aveva un nome bellissimo ma sopratutto una sua poetica felice perché era quanto di più simile a viaggiare in una cuccetta dell'Orient Express si potesse trovare sulla faccia della terra.
Un mio sogno da sempre.
Il Treno dei Treni.
Quante volte mi ci sono immaginata sopra.
Quella meraviglia su ruote dove mentre dai finestrini passava il mondo, tu, in abito da sera lungo e leggero e tacchi sottili camminavi nel corridoio per andare dalla tua cabina preziosa come uno scrigno, al vagone ristorante, dove tra tovaglie di lino e luci soffuse ti veniva offerto un bicchiere di champagne ghiacciato.
Musica e chiacchiericcio ai tavoli vicini i tuoi compagni di viaggio.
Lo sguardo sul mondo fuori in movimento ed il calore benefico dell'interno dove il contrasto tra il tuo vestito di seta color petalo appoggiato sul velluto rosso carminio della panchetta imbottita dove eri seduta in attesa della cena, era quasi poesia.
Quel luogo del cuore su due ruote dove l'arrivo era ancora più magico e misterioso del viaggio stesso, in quella Istanbul che era davvero porta tra l'Oriente e l'Occidente, e così scendere dal treno ed andare a dormire al Pera Palace, nelle croccanti lenzuola di lino, diventava sublime esperienza.
Non a caso al Pera Palace, storico albergo Divino affacciato sul Corno d'Oro, oltre ai viaggiatori che ci andavano a dormire dopo aver attraversato l'Europa in treno, Agatha Christie ci scrisse Assassinio sull'Orient Express, ammaliata dai misteri di quel treno magnifico e di quell'albergo dalla storia straordinaria.
E così quei miei tessuti Africani comprati in un giorno di pioggia a Londra nel mio immaginario hanno viaggiato con me, chiusi nelle loro enormi valigie, attraverso l'Europa, in quelle notti dove una piccola e magnifica stanza d'hotel londinese era diventata, per puro caso ma con mia grande felicità la magia di quel viaggio e di quel treno.



capitolo 2

Che poi quella stanzetta minuscola a Londra aveva un nome bellissimo ma sopratutto una sua poetica felice perché era quanto di più simile a viaggiare in una cuccetta dell'Orient Express si potesse trovare sulla faccia della terra.
Un mio sogno da sempre.
Il Treno dei Treni.
Quante volte mi ci sono immaginata sopra.
Quella meraviglia su ruote dove mentre dai finestrini passava il mondo, tu, in abito da sera lungo e leggero e tacchi sottili camminavi nel corridoio per andare dalla tua cabina preziosa come uno scrigno, al vagone ristorante, dove tra tovaglie di lino e luci soffuse ti veniva offerto un bicchiere di champagne ghiacciato.
Musica e chiacchiericcio ai tavoli vicini i tuoi compagni di viaggio.
Lo sguardo sul mondo fuori in movimento ed il calore benefico dell'interno dove il contrasto tra il tuo vestito di seta color petalo appoggiato sul velluto rosso carminio della panchetta imbottita dove eri seduta in attesa della cena, era quasi poesia.
Quel luogo del cuore su due ruote dove l'arrivo era ancora più magico e misterioso del viaggio stesso, in quella Istanbul che era davvero porta tra l'Oriente e l'Occidente, e così scendere dal treno ed andare a dormire al Pera Palace, nelle croccanti lenzuola di lino, diventava sublime esperienza.
Non a caso al Pera Palace, storico albergo Divino affacciato sul Corno d'Oro, oltre ai viaggiatori che ci andavano a dormire dopo aver attraversato l'Europa in treno, Agatha Christie ci scrisse Assassinio sull'Orient Express, ammaliata dai misteri di quel treno magnifico e di quell'albergo dalla storia straordinaria.
E così quei miei tessuti Africani comprati in un giorno di pioggia a Londra nel mio immaginario hanno viaggiato con me, chiusi nelle loro enormi valigie, attraverso l'Europa, in quelle notti dove una piccola e magnifica stanza d'hotel londinese era diventata, per puro caso ma con mia grande felicità la magia di quel viaggio e di quel treno.



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