DAILY NEWS

29/04/2017

Day6 21,49 Varanasi
(Tempesta e pioggia battente su Delhi)

Esattamente nel momento in cui stavo imbarcandomi in aereo
nonostante gli innumerevoli riti propiziatori avvenuti prima, tra cui uno dei bicchieri di vino rosso più cari e cattivi della storia e il pensiero costante che stavo per andare in un luogo molto speciale, l'inquietudine ben conosciuta comincia a salire come una marea quasi fisica.
Penso che ho addosso un cappottino troppo bello con pezzi di tessuto che hanno fatto più volte giri ben più lunghi, cosa saranno mai per loro un paio d'ore tra le nuvole?
Forte delle mie inutili autorassicurazioni estetiche mi siedo e cerco di rilassarmi.
L'aereo decolla ed io seduta vicino al corridoio e in una delle prime file (altro rito scaramantico senza il quale non volo.. nella mia storia aeronautica ho fatto spostare milioni di persone pur di stare esattamente in quel posto, perché io mi faccio cambiare posti d'aereo e camere d'albergo con una costanza esemplare..) cerco di non pensare, di pensare anzi alle bellezze che vedrò.
Dopo pochi minuti ci infiliamo nei nuvoloni più neri di tutta l'India e l'aereo comincia a ballare, forte poi fortissimo.
Io inizio a respirare come un mantice che neanche mentre partorivo e mi attacco al braccio del signore di fianco che mi chiede se sto bene.
Io non sto bene riesco a dirgli tra un respiro e l'altro e lui con la calma tipica degli indiani, mi apre l'aria e comincia a spiegarmi che è tutto sotto controllo, che è normale.
La sua calma meravigliosa mi ha sedato meglio di una boccetta di xanax e nonostante l'aereo abbia continuato a ballare ancora per un tempo indefinito io sono entrata, grazie all'energia positiva del mio vicino, in uno stato di letargo forzato e benefico che mi ha accompagnato fino alla fine del volo.
Lui si è davvero interessato al mio benessere e con quella passione distaccata che raccontava Gandhi è stato il miglior compagno di viaggio che potessi augurarmi.
-continua-
(Nella foto appena scesa dall'aereo ho visto questo muro rosa e ho pensato che nonostante le gambe ancora molli come potevo rinunciare a mescolare Quel cappottino con Quel muro?)



Day6 21,49 Varanasi
(Tempesta e pioggia battente su Delhi)

Esattamente nel momento in cui stavo imbarcandomi in aereo
nonostante gli innumerevoli riti propiziatori avvenuti prima, tra cui uno dei bicchieri di vino rosso più cari e cattivi della storia e il pensiero costante che stavo per andare in un luogo molto speciale, l'inquietudine ben conosciuta comincia a salire come una marea quasi fisica.
Penso che ho addosso un cappottino troppo bello con pezzi di tessuto che hanno fatto più volte giri ben più lunghi, cosa saranno mai per loro un paio d'ore tra le nuvole?
Forte delle mie inutili autorassicurazioni estetiche mi siedo e cerco di rilassarmi.
L'aereo decolla ed io seduta vicino al corridoio e in una delle prime file (altro rito scaramantico senza il quale non volo.. nella mia storia aeronautica ho fatto spostare milioni di persone pur di stare esattamente in quel posto, perché io mi faccio cambiare posti d'aereo e camere d'albergo con una costanza esemplare..) cerco di non pensare, di pensare anzi alle bellezze che vedrò.
Dopo pochi minuti ci infiliamo nei nuvoloni più neri di tutta l'India e l'aereo comincia a ballare, forte poi fortissimo.
Io inizio a respirare come un mantice che neanche mentre partorivo e mi attacco al braccio del signore di fianco che mi chiede se sto bene.
Io non sto bene riesco a dirgli tra un respiro e l'altro e lui con la calma tipica degli indiani, mi apre l'aria e comincia a spiegarmi che è tutto sotto controllo, che è normale.
La sua calma meravigliosa mi ha sedato meglio di una boccetta di xanax e nonostante l'aereo abbia continuato a ballare ancora per un tempo indefinito io sono entrata, grazie all'energia positiva del mio vicino, in uno stato di letargo forzato e benefico che mi ha accompagnato fino alla fine del volo.
Lui si è davvero interessato al mio benessere e con quella passione distaccata che raccontava Gandhi è stato il miglior compagno di viaggio che potessi augurarmi.
-continua-
(Nella foto appena scesa dall'aereo ho visto questo muro rosa e ho pensato che nonostante le gambe ancora molli come potevo rinunciare a mescolare Quel cappottino con Quel muro?)



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