DAILY NEWS

23/09/2017

New Delhi Day4 8,45

Anche il fango può diventare poesia.
Ieri Delhi era sotto la pioggia, monsonica, fortissima, di quelle che riempiono le strade e le fanno diventare laghi di fango.
Nel pomeriggio avevo preso da tempo appuntamento per fare una delle cose più affascinanti qui in India, stampare su tessuti a mano, con del blocchi di legno intagliati finemente, creando un nuovo disegno e studiandone a fondo l'esatto tono di pigmento per il colore.
Una meraviglia insomma per chi come me ha l'ossessione di creare il pezzo unico.
Questo piccolo laboratorio è però in un quartiere che si raggiunge solo a piedi camminando tra piccole viuzze di terra battuta.
Dunque ieri, all'ora dell'appuntamento Moandersingh, il mio divino autista mi lascia sotto la pioggia all'ingresso del dedalo di viuzze.
Io ovviamente non ho l'ombrello ma penso, correrò, ci metto un attimo.
Comincia nel momento stesso in cui metto fuori il piede dalla macchina lo scroscio d'acqua più violento della giornata ed io mi ritrovo a correre si, ma saltando con i piedi in laghi di fango ed immergendomi fino alle ginocchia.
In un attimo sono fradicia e coperta di fango, continuo a correre perché tanto fermarsi sarebbe peggio e mentre corro sorrido e penso, questo è amore vero.
Arrivo distrutta ed entro e come se niente fosse, perché solo l'odore in quel luogo già preannuncia poesia, comincio a lavorare dimenticandomi di essere così fradicia ed infangata.
Naturalmente in quelle 3 ore di lavoro nascono meraviglie di ori e argenti sublimi su velluti liquidi dai colori pazzeschi.
Ecco quando qualcuno pensa, la moda è così glamour, ehhh no, nel mio caso oggi proprio no.
Ma se mi chiedete se contiene poesia potrei parlarvene per ore.
-continua-



New Delhi Day4 8,45

Anche il fango può diventare poesia.
Ieri Delhi era sotto la pioggia, monsonica, fortissima, di quelle che riempiono le strade e le fanno diventare laghi di fango.
Nel pomeriggio avevo preso da tempo appuntamento per fare una delle cose più affascinanti qui in India, stampare su tessuti a mano, con del blocchi di legno intagliati finemente, creando un nuovo disegno e studiandone a fondo l'esatto tono di pigmento per il colore.
Una meraviglia insomma per chi come me ha l'ossessione di creare il pezzo unico.
Questo piccolo laboratorio è però in un quartiere che si raggiunge solo a piedi camminando tra piccole viuzze di terra battuta.
Dunque ieri, all'ora dell'appuntamento Moandersingh, il mio divino autista mi lascia sotto la pioggia all'ingresso del dedalo di viuzze.
Io ovviamente non ho l'ombrello ma penso, correrò, ci metto un attimo.
Comincia nel momento stesso in cui metto fuori il piede dalla macchina lo scroscio d'acqua più violento della giornata ed io mi ritrovo a correre si, ma saltando con i piedi in laghi di fango ed immergendomi fino alle ginocchia.
In un attimo sono fradicia e coperta di fango, continuo a correre perché tanto fermarsi sarebbe peggio e mentre corro sorrido e penso, questo è amore vero.
Arrivo distrutta ed entro e come se niente fosse, perché solo l'odore in quel luogo già preannuncia poesia, comincio a lavorare dimenticandomi di essere così fradicia ed infangata.
Naturalmente in quelle 3 ore di lavoro nascono meraviglie di ori e argenti sublimi su velluti liquidi dai colori pazzeschi.
Ecco quando qualcuno pensa, la moda è così glamour, ehhh no, nel mio caso oggi proprio no.
Ma se mi chiedete se contiene poesia potrei parlarvene per ore.
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